Author Archives: Giulia Salerno

About Giulia Salerno

Dal 2020, oltre al lavoro come Tutor, ho avuto la possibilità di unire l’amore per il mondo delle neuro atipicità con le mie passioni. Da questo sodalizio nascono Micro laboratori sull’apprendimento di Storia, Letteratura e Scienze basati sugli studi sui BES e DSA e attraverso tecniche apprese prima come studentessa e poi come coordinatrice di laboratori teatrali. Uno dei progetti si è basato sulla creazione di burattini che permettessero di ricostruire in modo visivo, ma anche pratico, materiale di studio per studenti che trovavano ostico entrare in contatto con materie storiche e letterarie. Nell’ambito scientifico è nato un progetto basato sull’apprendimento delle modalità con cui funziona il corpo umano tramite l’esperienza diretta: Attraverso la lettura del testo, l’interpretazione dei bambini delle varie componenti del corpo (Es. globuli bianchi, globuli rossi, etc…) è stato possibile attivare un tipo di memoria che ha poi permesso la stesura di mappe in maniera progressivamente sempre più autonoma.

Plusdotazione e principali cause delle difficoltà emotive

Quando si parla di bambini Gifted, o plusdotati, si tende a credere che la situazione possa avere solo risvolti positivi e che non presenti difficoltà o necessità di intervento. Ma la plusdotazione può avere conseguenze importanti nella vita del bambino ed è fondamentale conoscerle per poterlo sostenere nel migliore dei modi possibili.

Ecco allora un elenco di caratteristiche emotive che bisogna avere ben presenti in mente quando si entra in contatto con bambini gifted:

• Tendono ad avere difficoltà nell’instaurare delle relazioni positive con i coetanei;

• Spesso si relazionano più facilmente con persone anagraficamente più grandi di loro;

• Possono mostrare un bisogno molto forte di sentirsi compresi e accettati;

• Potrebbero avere la tendenza a isolarsi;

•Possono essere introversi o essere ritenuti tali per le loro difficoltà nel socializzare;

• Potrebbero arrivare ad assumere comportamenti sia scontrosi che asociali;

• Frequentemente capita che possiedano una sensibilità aumentata per quanto riguarda i sistemi sensoriali (si parla quindi di olfatto, udito, tatto, gusto etc…);

• Sono bambini che spesso protestano davanti a ingiustizie o davanti a ciò che, più generalmente, considerano ingiusto;

• Possono avere un umorismo molto accentuato;

• Sono molto curiosi;

• Tendono a fare moltissime domande;

• Possono sentirsi schiacciati dalle aspettative. Non necessariamente quelle degli altri ma, più frequentemente, dalle loro;

•Sperimentano più frequentemente senso di frustrazione e senso di colpa;

• L’emotività potrebbe essere molto accentuata e questo tende a portare allo sviluppo di un forte livello di ansia.

E voi? Conoscevate alcune di queste potenziali caratteristiche emotive nei bambini plusdotati?

La Plusdotazione: di cosa si tratta?

Hollywood li ha resi protagonisti di una moltitudine di film, non senza cadere in errori grossolani, finendo per aumentare il numero di pregiudizi e miti che circondano questa figura, ma i bambini gifted sono sempre esistiti, anche prima di diventare protagonisti sul grande schermo.

Vediamo allora, in breve, quali sono i parametri fondamentali per poter parlare di Plusdotazione, in particolare durante l’infanzia:

  • Caratteristica fondamentale è quella di mostrare (o semplicemente di possedere) un’abilità superiore a quella dei coetanei in uno o più di questi ambiti:
    1. Abilità intellettiva generale;
    2. Specifica attitudine scolastica;
    3. Pensiero creativo;
    4. Leadership;
    5. Arti visive e dello spettacolo (tendenzialmente in ambito teatrale;
  • Il bambino Plusdotato ha un QI non inferiore a 130 (anche se in alcuni casi la presenza di un bimbo gifted viene attestata anche con un QI nella fascia di punteggio compresa tra i 120 e il 130);
  • Il QI da solo non basta, ci deve essere una confluenza tra la motivazione ( o l’impegno), la capacità e la creatività;
  • L’intelligenza è qualitativamente diversa e si manifesta attraverso :
    1. un vocabolario ampio;
    2. Linguaggio tendenzialmente molto sviluppato;
    3. I processi di ragionamento possono presentarsi in modo precoce ed essere avanzati;
    4. La memoria tende a essere eccellente;
    5. Ha ampi interessi;
    6. E’ estremamente curioso (tende a fare quindi moltissime domande);
    7. Ha una buona capacità di elaborazione visiva.

E’ inoltre importante sapere che la Plusdotazione non è un disturbo da diagnosticare ma solo una dote da riconoscere a da imparare a coltivare!

Per ulteriori informazioni non esitate a contattarmi in privato!

Lavorare sulla motivazione: piccoli mattoncini utili

Vi sarà capitato di notare che siete più portati ad apprendere e a memorizzare nel momento in cui avete una buona motivazione per farlo. Per i vostri figli vale lo stesso principio, a maggior ragione se si trovano a dover affrontare dei disturbi o dei deficit.

Ma come fare per migliorare la loro motivazione, magari anche in materie in cui sono oppositivi?

Ecco allora qualche breve, ma efficace, consiglio pratico su come poter fare:

  1. Incoraggiate il vostro bambino ad ogni passaggio! In certi casi di rifiuto alla materia, anche un tentativo è un primo passo;
  2. Rassicuralo! E’ probabile che quella materia, o lo studio in generale, siano ragione di ansia e stress. Dimostrate loro che ogni emozione è legittima e aiutatelo a riconoscere le proprie senza averne timore;
  3. Evitate il confronto con altri bambini. Non servirà ad altro che a danneggiare la sua autostima;
  4. Fate leva sulle belle sensazioni che proverà dopo aver raggiunto un importante traguardo;
  5. In caso di presenza di un patto educativo, come la token economy, ricordate l’agognato premio che otterranno se rispetteranno la loro parte di accordo.

Spero che questi cinque passaggi possano esservi stati d’aiuto!

Per risolvere ulteriori dubbi non esitate a contattare me o le vostre figure professionali di riferimento!

Strumenti compensativi: caratteristiche che li rendono utili

Potrebbe esservi capitato di trattenere il respiro dal momento in cui avete ricevuto una diagnosi per il vostro bambino fino alla firma del PDP. In quel momento la sensazione è che, finalmente, buona parte del lavoro sia ormai stata sistemata.

Ed è, in parte, vero.

L’aspetto burocratico, per quell’anno, è tendenzialmente concluso. Arriva però il momento in cui ci si rende conto che, da solo, l’aspetto burocratico non tutela tutte le difficoltà quotidiane del vostro bambino.

Ad esempio, perché il bambino sappia gestire correttamente gli strumenti compensativi che gli vengono forniti è importante che li usi nella maniera corretta anche a casa.

Ecco allora alcune regole da rispettare nell’uso domestico degli strumenti compensativi perché questi si rivelino utili anche a scuola:

  • Non sostituitevi a vostro figlio, guidatelo verso l’autonomia;
  • A casa andranno usati esclusivamente gli strumenti indicati nel PDP. Far sperimentare al bambino strumenti che a scuola non gli verranno forniti si rivelerebbe frustrante e controproducente per vostro figlio;
  • Dovreste saper utilizzare gli strumenti compensativi che usa vostro figlio, per potergli dare il buon esempio. Se non ne foste in grado potrete sempre rivolgervi a un buon Tutor dell’apprendimento;
  • Spiegate al vostro bambino\ragazzo perché sta usando un determinato strumento compensativo;
  • Aiutateli a creare da soli i loro strumenti compensativi. In questo modo potranno “cucirseli” su misura e questo li renderà più efficaci.

Per ulteriori dubbi non esitate a contattarmi o a chiedere ai vostri punti di riferimento!

Come scegliere i metodi compensativi (o come comprendere se sono quelli giusti)

Vostro figlio ha appena ottenuto una certificazione… E il calvario burocratico ha inizio! Giustamente non siete ancora in grado di muovervi in argomenti così nuovi per voi e vi ritrovate pieni di dubbi e domande.

Dopo aver scoperto, nell’articolo precedente, cosa sia un PDP, è giunto il momento di comprendere di quali strumenti compensativi potrebbe aver bisogno.

Ma come fare ad essere certi che quelli segnati dagli insegnanti siano quelli giusti?

In primo luogo potete chiedere alla psicologa o alla neuropsichiatra che ha redatto la certificazione. Se vi siete messi in contatto con un Tutor dell’Apprendimento anche lui potrà svolgere per voi questo delicato compito o rispondere ai vostri dubbi.

Qualora voleste comunque arricchire il vostro bagaglio culturale per comprendere come stabilire di quali strumenti vostro figlio potrebbe avere bisogno, ecco un breve elenco di domande a cui rispondere per comprendere se gli strumenti che gli state offrendo possono essere efficaci o meno:

  • “Quanti anni ha mio figlio?”;
  • “Quali sono le difficoltà di mio figlio?”;
  • “Quali delle difficoltà di mio figlio dovrebbero essere compensate da questo strumento?”;
  • “Mio figlio sa usare questi strumenti?”;
  • “Se non sa usarli sono presenti figure professionali (un insegnante, uno psicologo o un Tutor) che possono aiutarlo a imparare?”;
  • “Mio figlio si sente a suo agio nell’usarli (a casa e\o in classe)”.

Per maggiori consigli non esitate a contattare me o a farvi sostenere dalle figure di riferimento che vi circondano!

Differenze tra didattica Individualizzata e didattica Personalizzata

Potrebbe esservi capitato di sentir parlare gli insegnanti dei vostri figli di certi tipi di didattica ma senza che nessuno di questi vi spiegasse esattamente che cosa comportasse sceglierne una specifica piuttosto che un’altra.

Ecco allora una breve spiegazione di due tipiche tipologie di didattica di cui potreste aver sentito parlare:

Didattica Individualizzata:

  1. Tutti i componenti della classe hanno gli stessi obiettivi;
  2. Adatta i metodi con cui raggiungere gli stessi obiettivi ad ogni studente.

Didattica Personalizzata:

  1. I componenti della classe possono avere obiettivi diversi per ogni studente (questo permette di favorire al meglio le potenzialità di ciascun componente della classe).

Le differenze sembrano semplici ma, nella pratica, sono sostanziali!

E voi? Che tipo di didattica preferireste per vostro figlio e per la scuola? Esiste qualche altra didattica che vorreste approfondire?

La Discalculia e le sue Caratteristiche

La Discalculia è forse il DSA di cui si conosce, nell’immaginario comune, di meno.

Dunque, parliamone.

La Discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che intacca l’ambito del calcolo. E’ importante comprendere che questo DSA, come tutti gli altri, è innato, resistente all’intervento e non dovuto a disabilità intellettive o al contesto sociale\familiare ( che potrebbe, magari, comportare un basso livello di istruzione ).

Ma, nello specifico, quali sono i Deficit che comporta?

Nello specifico ne comporta due:

  1. Deficit della cognizione numerica;
  2. Deficit delle procedure esecutive e del calcolo.

Questi deficit hanno delle conseguenze:

  1. Difficoltà nel percepire in breve tempo una quantità;
  2. Difficoltà nel comparare delle quantità;
  3. Difficoltà nella lettura e scrittura di numeri ( leggere 12 al posto di 21, scrivere 67 al posto di 76);
  4. Difficoltà nell’incolonnamento (nel riuscire a comprendere la posizione giusta in cui incolonnare) ;
  5. Difficoltà a memorizzare le tabelline;
  6. Difficoltà nel memorizzare delle formule;
  7. Difficoltà a memorizzare le procedure di calcolo.

Com’è facile immaginare, tutte queste difficoltà finiscono per intaccare la capacità di svolgere problemi o calcoli aritmetici che per gli altri diventano scontate (come calcolo a mente e incolonnamento);

Dopo aver letto queste cose, riuscite a empatizzare di più con chi vi dice di avere la discalculia?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Si dice che stiano aumentando a dismisura, che non esistono davvero ed altri pregiudizi ancora. Ma malgrado sia un argomento sempre più dilagante all’interno del mondo della scuola, ma non solo, quanti conoscono i DSA? Ecco allora una breve guida per conoscerli meglio e per distinguerli.

Quando si parla di disturbi specifici dell’apprendimento ci si riferisce a dei disturbi di origine neurobiologica che compromettono dei rami specifici dell’apprendimento:

  1. La Lettura;
  2. La Scrittura;
  3. Il Calcolo.

E’ importante ricordarsi che questi disturbi non compromettono in alcun modo l’intelligenza di chi li possiede.

La legge numero 170, del 2010, riconosce quattro disturbi specifici dell’apprendimento:

  1. La Dislessia;
  2. La Disortografia;
  3. La Disgrafia;
  4. La Discalculia.

E voi? Conoscevate cosa fossero i DSA?

Differenze tra difficoltà in matematica e discalculia

Che siate insegnanti, genitori o Tutor vi sarà capitato di trovarvi davanti dei bambini o dei ragazzi con delle caratteristiche che vi avranno portato a chiedervi se si trattasse di una “semplicedifficoltà o di un disturbo dell’apprendimento.

Confrontiamo allora le caratteristiche di chi ha delle difficoltà in matematica con quelle di una persona discalculica.

Le caratteristiche di un bambino o ragazzo che riscontra delle complicazioni nell’apprendimento della matematica sono:

  • Assenza di un buon metodo di studio;
  • Assenza di buone abitudini di studio della matematica;
  • lo studente non conosce e non applica tecniche per mantenere una buona organizzazione;
  • lo studente non ha acquisito argomenti precedenti su cui si basa il nuovo argomento;
  • lo studente non ha una buona autostima quando si tratta di matematica e numeri e questo lo porta alla convinzione che non potrà mai farcela.

E le caratteristiche di uno studente discalculico quali sono invece?

Le stesse! Solo che il problema, senza potenziamento e il sostegno di buoni metodi compensativi e dispensativi perdurerà insistentemente nel tempo.

Anche per queste apparenti similitudini tra difficoltà e disturbo, è sempre meglio affidarsi a degli specialisti che possano valutare, con test appositi, la situazione specifica!

Strumenti Compensativi e Dispensativi

Avete appena letto la certificazione di vostro figlio e avete scoperto che ha diritto all’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi ma non sapete cosa siano e neppure come distinguerli.

Ecco allora una sintetica guida per imparare a riconoscerli.

Gli strumenti Dispensativi sono quegli strumenti che, appunto, dispensano (quindi esentano, liberano dall’obbligo) lo studente dal fare qualcosa che non ha la possibilità di fare, in maniera momentanea o permanente. In questo modo l’alunno viene quindi esonerato da una o più specifiche attività e gli vengono forniti degli strumenti che gli permettano comunque di raggiungere degli obbiettivi.

Quando invece parliamo di strumenti Compensativi, parliamo di tutti quegli strumenti che compensano e, quindi, riequilibrano una situazione che, in partenza, risulta essere disequilibrata. Si tratta di strumenti didattici o tecnologici che possano facilitare la prestazione che risulta, senza questi strumenti, carente a causa del disturbo.

E adesso? Avete compreso quali siano gli strumenti compensativi e quali quelli dispensativi?

Per ulteriori domande scrivetemi pure!