Author Archives: Giulia Salerno

About Giulia Salerno

Dal 2020, oltre al lavoro come Tutor, ho avuto la possibilità di unire l’amore per il mondo delle neuro atipicità con le mie passioni. Da questo sodalizio nascono Micro laboratori sull’apprendimento di Storia, Letteratura e Scienze basati sugli studi sui BES e DSA e attraverso tecniche apprese prima come studentessa e poi come coordinatrice di laboratori teatrali. Uno dei progetti si è basato sulla creazione di burattini che permettessero di ricostruire in modo visivo, ma anche pratico, materiale di studio per studenti che trovavano ostico entrare in contatto con materie storiche e letterarie. Nell’ambito scientifico è nato un progetto basato sull’apprendimento delle modalità con cui funziona il corpo umano tramite l’esperienza diretta: Attraverso la lettura del testo, l’interpretazione dei bambini delle varie componenti del corpo (Es. globuli bianchi, globuli rossi, etc…) è stato possibile attivare un tipo di memoria che ha poi permesso la stesura di mappe in maniera progressivamente sempre più autonoma.

Nomofobia: di che cosa si tratta?

Potreste averne sentito parlare o potrebbe essere un termine del tutto nuovo per voi ma la Nomofobia ormai ci circonda. E’, dunque, bene conoscerne il significato.

Per Nomofobia si intende la paura di non poter utilizzare un dispositivo elettronico, nello specifico lo smartphone. I sintomi della nomofobia sono abbastanza facili da intercettare e consistono in:

  1. Aggressività, malessere e stato di forte ansia anche al solo pensiero di non poter utilizzare il porpio telefono;
  2. Eccessivo controllo del telefono o del tablet, spesso privo di una vera e propria ragione (come potrebbe essere l’attesa di una chiamata importante).

E’ importante monitorare questi comportamenti perché potrebbero essere il preludio a una dipendenza da smartphon!

Come evitare la dipendenza da tecnologia?

Negli articoli precedenti abbiamo parlato dei segnali per capire se nostro figlio è dipendente dalla tecnologia e i pericoli a cui questi ragazzi vanno incontro.

Ma noi, come genitori, quali comportamenti possiamo attuare per aiutare i nostri ragazzi a non cadere vittime di queste dipendenze?

Ecco una breve guida sui migliori comportamenti che dovreste attuare per sostenere i vostri figli nel loro rapporto con la tecnologia:

  1. Potrebbe sembrarvi controintuitivo ma è importante non vietare l’utilizzo della tecnologia poiché questo potrebbe innescare l’effetto contrario;
  2. Se ormai si è instaurata una dipendenza, facendo anche riferimento a una figura specializzata, cercate di capire cosa riesce quel comportamento ad offrire a vostro figlio ( e quindi perché continua ad attuarlo)
  3. Provate a responsabilizzare i vostri figli, guidandoli verso un utilizzo più consapevole della tecnologia;
  4. Incentivare, anche con l’esempio, a praticare sporto. Gli sport tendono a tenere occupati gli adolescenti. Inoltre possono essere veicolo di interazioni sociali;
  5. Non usate la tecnologia davanti a loro più del necessario;
  6. Svolgere delle attività insieme in cui ogni membro della famiglia si impegna nel progetto, lasciando il cellulare da parte;
  7. Prestabilire delle situazioni in cui non utilizzare il telefono (come, ad esempio, durante i pasti o i compiti);
  8. Responsabilizzate l’adolescente mettendolo a conoscenza dei rischi che corre utilizzando eccessivamente la tecnologia.

Spero che questo breve elenco possa esservi stato utile. In caso di domande, non esitate a contattarmi in privato!

Conseguenze di una dipendenza o di un eccessivo utilizzo di dispositivi elettronici

Che esista un “lato oscuro” dell’uso della tecnologia è qualcosa di cui tutti siamo a conoscenza. Ma sappiamo davvero a quali rischi vanno incontro i nostri figli quando attuano un uso eccessivo dei dispositivi elettronici?

Ecco allora un breve elenco di potenziali pericoli in cui potrebbero incappare i vostri figli e che diventano statisticamente più probabili in caso di dipendenza da tecnologia:

  1. CYBERBULLISMO: come suggerisce il nome, si tratta di una forma di bullismo. Poiché avviene online è più facile che chi la attua si senta deresponsabilizzato, come se il mondo della tecnologia fosse, in fondo, un mondo a parte. Questo causa una desensibilizzazione nei confronti della vittima. Ma le conseguenze del cyberbullismo raggiungono anche il mondo offline;
  2. GROOMING: con questo termine si intende il fenomeno per cui un minore viene adescato da un uomo adulto, spesso con l’intenzione di perpetrare un abuso. L’adulto crea un legame emotivo con il minore attraverso attività manipolatorie;
  3. SEXTING: Con questo termine si intende l’atto di inviare foto intime e\o a sfondo sessuale attraverso dispositivi elettronici. Il sexting è particolarmente attraente per adolescenti perché permette di sperimentarsi e scoprirsi senza l’imbarazzo causato dall’inesperienza e dai primi contatti dal vivo. Il pericolo non risiede tanto nel Sexting quanto nelle conseguenze che questo può scatenare;
  4. INSODDISFAZIONE CORPOREA: Molti studi hanno ormai dimostrato che dall’avvento dei social è aumentato il rischio di insoddisfazione corporea causato proprio dagli standard irrealistici e quasi irraggiungibili che questi propongono costantemente. Un’adolescente cerca, per istinto, l’accettazione. E lo fa, tendenzialmente, tramite un processo di omologazione. Volersi omologare a standard irrealistici però può avere conseguenze importanti sia sulla salute psicologica che su quella fisica di questi ragazzi.

Come avere gli strumenti per rispondere alla domanda: Mio figlio è dipendente dalla tecnologia?

L’adolescenza è un periodo di transizione estremamente delicato e complesso. Porta con sé cambiamenti fisici, sociali e comportamentali. In questa fase di mutamento può essere difficile capire come sostenere al meglio i proprio figli. Tra le tante questioni che richiedono una particolare attenzione, nell’ultimo decennio, c’è quella relativa all’uso della tecnologia. Quando è troppo? E quando, invece, non siamo effettivamente in grado di comprendere le necessità e le caratteristiche dei nostri figli?

Ecco allora un elenco di segnali a cui prestare attenzione:

  1. L’utilizzo dello smartphone o del tablet è legato a un comportamento del quale il ragazzo non
    riesce a fare a meno e si arriva quindi a una perdita del controllo di questo comportamento;
  2. Non è determinata solo dal tempo trascorso utilizzando la tecnologia;
  3. Utilizzo in situazioni inopportune o pericolose;
  4. Utilizzare la tecnologia comporta uno stato di piacere;
  5. Non utilizzare la tecnologia può causare un forte malessere e tensioni;
  6. Le tensioni causate dal distacco dalla tecnologia e il piacere che comporta usarla finiscono per condurre il ragazzo a non riuscire a staccarsene mai;
  7. Malessere e rabbia se si fa notare che l’uso della tecnologia risulta eccessivo;
  8. Nomofobia e umore alterato (ansia, aggressività, irrequietezza ecc.);
  9. Difficoltà a stabilire o a mantenere relazioni sociali con conseguente isolamento sociale;
  10. Preferenze per le relazioni virtuali rispetto che quelle reali;
  11. Progressivo peggioramento dei voti e della condotta a scuola;
  12. Apatia;
  13. Disturbi e dolori fisici legati alle posizioni prolungate mantenute durante l’utilizzo dei dispositivi (tipici, per ovvie ragioni sono: rigidità al collo, problemi di vista e mal di testa)
  14. Alterazione del sonno (dovuta anche alle luci dello schermo);
  15. Peggioramento progressivo dell’igiene personale
  16. Variazioni di peso.

Scopri lo Spettacolo “Rabbia”, interamente realizzato da studenti con BES, DSA e ADHD

Un’emozionante viaggio creato da bambini e ragazzi con BES, DSA e ADHD

Un Percorso Unico

Lo spettacolo “Rabbia” rappresenta il culmine di un laboratorio teatrale unico nel suo genere, sviluppato su misura per bambini e ragazzi con BES, DSA e ADHD. Durante il laboratorio, sono state utilizzate tecniche specifiche di gestione dei comportamenti iperattivi, oppositivi e violenti, in un ambiente non giudicante.

I partecipanti hanno lavorato su se stessi, migliorando la propria autoconsapevolezza e imparando ad aiutare gli altri nelle loro difficoltà. La sinergia creata ha permesso loro di sostenere 2 ore di percorso consecutive, nonostante alcuni di loro avessero difficoltà a concentrarsi per più di 30 minuti all’inizio.

Con grande coraggio, i ragazzi hanno condiviso le proprie difficoltà e malesseri con il gruppo, sviluppando fiducia in se stessi e negli altri. Questo ha permesso loro di utilizzare tecniche di gestione, come quella della rabbia, anche in presenza dei compagni, senza timore.

Il risultato finale è uno spettacolo toccante, che permette ai ragazzi di esprimersi attraverso la recitazione, l’uso di registrazioni, strumenti musicali e la scrittura, raccontando il loro percorso in modo autentico e personale.

Guarda il Video dello Spettacolo

“Rabbia”, laboratorio teatrale “(In)Fieri.
Un racconto di studenti con BES, DSA, ADHD e neuro-tipici

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La Plusdotazione nelle mura domestiche: Cosa fare?

Dopo aver scoperto che il proprio bambino è Plusdotato ci si trova davanti un’enorme incognita:

E adesso?

Ci si trova impreparati davanti alle necessità di questi bambini. Ecco allora qualche consiglio per poter vivere serenamente aiutando il vostro bambino:

• Cercate di creare degli ambienti che possano essere per lui il più stimolante possibile;

• Aiutatelo a esprimere la propria creatività attraverso dei lavoretti domestici (potrebbero essere semplici esperimenti, se quello fosse un argomento di interesse);

• Aiutatelo nel delicato compito di costruire delle relazioni funzionali. Questo è, infatti, tipicamente una difficoltà di questi bimbi. A seconda del grado di difficoltà che riscontra il bambino potrete sempre chiedere aiuto a una persona esperta che possa sostenervi durante questo compito;

• fornire un modello adeguato di comportamento sociale e di integrazione sociale;

• La collaborazione è fondamentale. Cercate quindi di instaurare una buona rete con tutte le figure che seguono il vostro bambino ( la scuola, gli insegnanti, il tutor, la psicologa, etc… )

Non abbiate troppe pretese nei loro confronti ma sosteneteli nelle loro caratteristiche uniche e nei loro interessi speciali;

Non dimenticate mai che, plusdotati o meno, si tratta di bambini che, in quanto tali, hanno bisogno di cura, affetto, divertimento, spensieratezza, accoglienza e ascolto. Anzi, proprio perché Gifted, questi bambini potrebbero aver maggior bisogno di ascolto, comprensione e di una guida funzionale che li aiuti nell’elaborazione delle emozioni complesse.

Spero che questi piccoli consigli possano esservi utili.

Per maggiori informazioni contattatemi !

La Plusdotazione nelle mura domestiche: Caratteristiche

Qualche giorno fa una mamma mi ha scritto chiedendomi aiuto per suo figlio. Voleva capire se potesse essere ADHD o Plusdotato. Ovviamente una consulenza telefonica non sostituisce i test di rito necessari per una diagnosi e l’ho indirizzata nel centro più vicino.

Tuttavia, mi rendo conto, in molti non conoscono le caratteristiche base di un bambino Gifted e la maniera in cui queste si manifestano nelle mura domestiche.

Ecco allora un elenco di caratteristiche che potrebbero descrivere (come no) i vostri bambini e che potrebbero portarvi ad approfondire le caratteristiche dei vostri figli:

• Pongono moltissime domande;

• Vogliono approfondire i temi che li incuriosiscono il più possibile;

•Si incuriosiscono circa il funzionamento di ciò che li circonda;

• Le domande non sono “adatte” alla loro età. Il ragionamento a monte della domanda è infatti eccessivamente complesso rispetto agli anni di questi bimbi;

• Hanno degli argomenti preferiti che approfondiscono in una maniera di gran lunga superiore rispetto ai loro coetanei;

• Possono apparire eccessivamente precisi, anche se questo non riguarda necessariamente tutti gli ambiti.

Inventano storie e hanno la tendenza a perdersi molto più dei coetanei nella loro immaginazione.

E voi? Ritrovate i vostri bimbi in questa descrizione?

Per maggiori informazioni non esitate a contattarmi!

Cause delle difficoltà emotive nella plusdotazione

Ormai ne abbiamo già parlato frequentemente, i bambini Gifted tendono ad avere delle difficoltà emotive che possono incidere sulla qualità della loro vita.

Ma da dove nascono queste difficoltà?

Proprio dalla loro plusdotazione. Questa infatti li porta ad avere uno sviluppo cognitivo accelerato che però non riesce ad essere seguito, in velocità, dallo sviluppo emotivo che tende, invece, a rispettare l’età anagrafica del bambino.

Lo sviluppo emotivo infatti necessita di numerose esperienze prima che sia possibile trovare delle strategia che possano rivelarsi efficaci.

Si parla quindi di dissincronia.

Un’altra caratteristica tipica dei bambini Plusdotati è la maggiore sensibilità ( può arrivare a un’ipersensibilità che porta a percepire anche emozioni quasi impercettibili). Questa sensibilità, però, tende ad amplificare l’intensità delle emozioni provate dal bambino.

Il bambino vive dunque un conflitto, dovuto a questa dissincronia, tra ciò che è razionale e che pensa e quello che è invece il suo mondo emotivo. Un mondo composto da percezioni molto forti.

Ed è tutto questo a portare a comportamenti disfunzionali.

Ad aggravare la situazione, i genitori e gli insegnanti spesso non comprendono le sue difficoltà e tendono a considerare le sue reazioni emotive esagerate e prive di fondamento. Ed è da questo meccanismo che nasce la forte necessità di questi bambini di essere compresi ma anche la profonda consapevolezza di essere diversi rispetto ai propri coetanei.

Tutto questo ha inoltre la tendenza a generare un forte senso di frustrazione.

In adolescenza le discrepanza diventano ancora più evidenti ragion per cui i ragazzi Gifted hanno una maggiore probabilità di isolarsi e di cadere in depressione.

Ovviamente questo è un piccolo elenco di nozioni base, ma l’argomento non si esaurisce qui.

E voi? Eravate a conoscenza delle cause delle difficoltà emotive nei bimbi gifted?

Plusdotazione. Perché è importante sapere di avere un figlio gifted?

Quando si parla di bambini plusdotati si usa, di frequente, il termine gifted. Gifted, tradotto, vuol dire dono. Perché questo dettaglio dovrebbe essere importante in un articolo che si interroga sull’utilità di conoscere la caratteristica di plusdotazione del proprio bambino?

Perché il concetto di dono è un concetto chiave. Il bambino plusdotato ha ricevuto in dono il potenziale. Questo potenziale però non necessariamente potrà svilupparsi nella maniera corretta. Conoscere le caratteristiche del vostro bambino vi permetterà di seguirlo al meglio e di permettergli di gestire al meglio le proprie capacità

Ma c’è un ulteriore risvolto.

I bambini plusdotati spesso hanno difficoltà emotive e relazionali: tendono a sfidare gli insegnanti,a non riuscire a socializzare con i coetanei, a procrastinare e ad essere disorganizzati.

Insomma, al contrario di quanto capiti di pensare, un bambini gifted, per svariati motivi, non andrà necessariamente bene a scuola.

Avrà dunque bisogno di supporto nel trovare un proprio equilibrio e un proprio metodo di studio.

Sapere come comportarsi, ed avere il sostegno della scuola, di una tutor e iniziare un percorso psicoterapeutico, possono rivelarsi elementi fondamentali per permettere al vostro meraviglioso bambino di vivere una vita serena, sviluppata seguendo le sue inclinazioni e il suo potenziale!

Bambini Gifted. Sono tutti uguali?

Tutti i bambini sono diversi, e quelli gifted non fanno eccezione. Sulla base della presenza delle caratteristiche personali, di quelle emotive e della presenza di comorbilità con altre diagnosi, possiamo raggruppare i bambini Plusdotati in sei macrogruppi:

1. Il bambino di successo. La sua caratteristica principale è quella di riuscire ad essere adeguato al contesto, ottenendo buoni risultati ma senza la necessità di uno sforzo importante. Ha quindi la tendenza ad accontentarsi. Può essere un perfezionista ma tende a seguire, nell’esserlo, un profilo «sano»;

2. Il bambino creativo. Tende ad essere insicuro e a sviluppare comportamenti arroganti. E’ molto vulnerabile e tendenzialmente non autonomo. Queste caratteristiche, insieme a una grande energia, tendono a essere alcune concause del disagio scolastico che presenta;

3. Il bambino sotterraneo. Le sue caratteristiche principali sono l’insicurezza, l’ansia e la vulnerabilità. Manifesta una scarsa tolleranza nei confronti della frustrazione e, anche in questo caso, c’è la presenza di un disagio scolastico;

4. Il bambino a rischio. Possiamo dividere questi bambini in due gruppi: quelli che potrebbero sviluppare comportamenti prosociali e quelli che potrebbero sviluppare comportamenti antisociali. In caso di comportamenti antisociali ci troveremo davanti comportamenti di disaffezione e la tendenza ad abbandonare i percorsi terapeutici prima del necessario. Il profilo antisociale invece ha come caratteristiche la devianza, il bullismo e può arrivare all’abuso di sostanze;

5. Il bambino doppiamente eccezionale. La sua caratteristica fondamentale è quella di presentarsi in comorbilità con la dislessia, l’ADHD, l’autismo e\o il disturbo bipolare. Questo bambino tende ad avere un forte livello d’ansia, una forte vulnerabilità e una bassa autostima. Il rendimento scolastico è solitamente basso e, all’interno della scuola, tende a provare disagio;

6. Il bambino autonomo. E’ sicuro di sé, motivato ed entusiasta. Pur amando le sfide e conoscendo le proprie capacità, non necessariamente avrà un buon rendimento scolastico. Questo perché la scuola potrebbe non essere una suo priorità. Tende comunque ad avere un buon rapporto sia con il mondo scolastico, sia con gli insegnanti che con i coetanei.

E voi? Conoscevate tutti e sei questi profili del bambino Gifted?