Author Archives: Giulia Salerno

About Giulia Salerno

Dal 2020, oltre al lavoro come Tutor, ho avuto la possibilità di unire l’amore per il mondo delle neuro atipicità con le mie passioni. Da questo sodalizio nascono Micro laboratori sull’apprendimento di Storia, Letteratura e Scienze basati sugli studi sui BES e DSA e attraverso tecniche apprese prima come studentessa e poi come coordinatrice di laboratori teatrali. Uno dei progetti si è basato sulla creazione di burattini che permettessero di ricostruire in modo visivo, ma anche pratico, materiale di studio per studenti che trovavano ostico entrare in contatto con materie storiche e letterarie. Nell’ambito scientifico è nato un progetto basato sull’apprendimento delle modalità con cui funziona il corpo umano tramite l’esperienza diretta: Attraverso la lettura del testo, l’interpretazione dei bambini delle varie componenti del corpo (Es. globuli bianchi, globuli rossi, etc…) è stato possibile attivare un tipo di memoria che ha poi permesso la stesura di mappe in maniera progressivamente sempre più autonoma.

Come organizzare la scrivania

Una delle questioni più importanti su cui agire in caso di difficoltà di attenzione, ma anche di iperattività, è l’organizzazione della scrivania.

Una scrivania in cui ci saremo impegnati, in accordo con il bambino, ad eliminare le fonti di distrazione, migliorerà le sue capacità di concentrazione.

Per avere una buona organizzazione della scrivania sarà importante far eliminare a nostro figlio ogni strumento e materiale che non potrà svolgere alcuna utilità nel compito che dovrà svolgere. Successivamente dovremo aiutarlo a rendere tutti gli oggetti di cancelleria necessari per la specifica materia che dovrà studiare facilmente raggiungibili e a portata di mano.

Per una miglior organizzazione potrebbe rivelarsi utile dare un posto specifico a quei materiali di cui il bambino necessiterà per ogni compito.

Potrebbe aiutare, in questi casi, fornirsi di etichettatrice. Nei casi di difficoltà marcate di letto-scrittura si potranno utilizzare dei disegni o dei colori al posto delle parole!

Attenzione però, mamme e papà, perché una scrivania perfetta per le caratteristiche del vostro bambino potrebbe non essere una scrivania ordinata!

E voi? Avete mai provato a spiegare a vostro figlio l’utilità di una scrivania su misura per lui?

Tecniche pratiche per la gestione degli spazi

Come posso aiutare mio figlio?” E’ una delle domande più frequenti che mi capita di sentire in studio. Esistono vari modi per migliorare la vita dei vostri bambini. Ad esempio potreste intervenire sull’ambiente. Ma come?

Aiutateli a scegliere il posto migliore per studiare tra tutti i luoghi disponibili in casa. Sarà importante indirizzarli, ricordando loro l’importanza, nella scelta, della giusta illuminazione e della presenza o assenza di fattori distraenti. Per aiutarli a mantenere la concentrazione nelle ore di studio sarà importante anche la scelta dell’arredo: evitate sedie scomode o sedie girevoli che porteranno, inevitabilmente, il bimbo a giocare o a pensare ad altro.

Un altro elemento importante è quello dell’organizzazione dei tempi di lavoro. Questa si baserà sulle caratteristiche del bambino e sui suoi impegni. Per raggiungere una maggiore probabilità di successo trasformate questa organizzazione in una routine creata insieme.

La routine, l’organizzazione e delle regole (poche ma precise) andranno concordate insieme. Sarà vostra premura presentare le gratifiche che si possono ottenere e il costo che avrà il non portarle a termine prima e non dopo che un evento spiacevole si sarà verificato. E’ altrettanto importante che questo “costo” non sia un ricatto ma solo la logica conseguenza di un comportamento concordato e non rispettato.

Vi siete mai trovati a provare ad agire sull’Ambiente per migliorare il benessere dei vostri bimbi? Com’è andata?

Iperattività e disattenzione in classe

Se siete degli insegnanti, o dei genitori che vogliono essere certi di firmare un PDP su misura per il proprio figlio, questo articolo è per voi.

In classe un bambino è perennemente sottoposto a una serie di stimoli. Ridurli, o indirizzarli, risulterà fondamentale in caso di iperattività o di difficoltà attentive. Possiamo quindi adottare alcune strategie, o accortezze, che ci permettano di migliorare notevolmente la situazione.

In classe sarà importante scegliere accuratamente il posto di questi bimbi sulla base del loro profilo. Per esempio potrebbe essere opportuno scegliere un posto lontano da eccessivi stimoli visivi (vicino alla finestra o davanti a dei cartelloni che possano catturare la loro attenzione più della lezione). Se gli insegnanti sono abituati a lavorare spesso vicino alla cattedra, potrebbe essere opportuno tenerli vicini sia per poterli aiutare più agevolmente sia per poter monitorare la loro attenzione e, in caso di necessità, riattivarla in tempo. Inoltre, questa accortezza, permetterà di mantenere un buon contatto oculare che potrà aiutarli a seguire più agevolmente la lezione.

Per aiutare a mantenere l’attenzione, sarà opportuno tenere a distanza i bimbi più agitati l’uno dall’altro, in modo che questi non si distraggano a vicenda.

Inoltre avere un orologio in classe, che risulti ben visibile, può aiutare lo studente a comprendere la durata di ogni attività e questo potrebbe motivarlo a concentrarsi.

Importante sarà anche intervenire sull’organizzazione. Per questo scopo, fin dove sarà possibile, sarà importante strutturare le giornate sempre nello stesso modo. Nel farlo sarà necessario tenere conto della necessità di pause brevi durante l’arco della giornata. Una giornata “tipo” potrebbe essere quella in cui a inizio lezione vengano controllati i compiti per casa e, dopo una pausa di 5 minuti, si dedichi il tempo o alle verifiche o a delle spiegazioni. Si dovrà fermarsi dopo 30 minuti di lezione. Il tutto potrà essere concluso con l’assegnazione dei compiti per casa.


Sarà importante occuparsi non solo dell’organizzazione della lezione ma anche di quella del singolo studente. Essendo queste strategie utili anche per il resto della classe, sarà opportuno estenderle a tutti. Potremmo quindi dare indicazioni brevi ma frequenti su come organizzare il banco. Altrettanto utile potrebbe essere far fare, ad ogni studente, una mappa per organizzare lo spazio e il materiale. Le regole, per tutti, dovranno essere semplici e chiare sia per l’organizzazione del banco sia per i comportamenti da tenere in classe.

Quando lo studente sembra affaticato ma non è possibile interrompere la lezione per aggiungere una pausa, potrà rivelarsi utile aiutarlo a capire quale parte del compito sia quella fondamentale per poi permettergli di svolgere solo quella. Ma anche nel resto del tempo sarà utile domandargli quali strategie pensa di dover mettere in atto per svolgere un determinato compito. Potremmo così, anche in ambito di studio, mostrare le conseguenze delle loro azioni.

Più in generale, in caso di impulsività nella risposta, sarà utile dare allo studente una seconda possibilità per dargli il tempo di ragionare prima di parlare.

Per quanto riguarda le verifiche, è consigliabile aiutare lo studente a quantificare il tempo che sarà necessario per lui per svolgere le singole parti di cui è composto il compito. In alcuni casi, dotarlo di una clessidra pari a quel tempo potrebbe aiutarlo a monitorarsi meglio. In alternativa sarà l’insegnante a scandire il tempo, informando lo studente che sono passati 5, 10 o 15 minuti. Infine sarà importante ricordargli di considerare del tempo da dedicare alla revisione del proprio lavoro.

Dove è possibile, sarà preferibile, sia per i compiti che per le verifiche, prediligere i lavori di gruppo.

Se i comportamenti dirompenti sembrano di difficile gestione sarà utile dare al bimbo degli incarichi che possano consentire delle brevi pausa in cui potrà scaricarsi muovendosi nello spazio (consegnare le verifiche, andare a prendere il gesso, distribuire il materiale, etc…). Qualora la necessità di muoversi fosse impellente, e non ci fossero compiti da potergli assegnare, sarà opportuno concedergli di stare in piedi davanti al proprio banco. In questi casi, finire di svolgere il compito potrebbe rivelarsi difficile. Sarà quindi opportuno dividerlo in parti più piccole, che possano essere completate in seguito.

Se dovesse manifestare comportamenti poco adeguati al contesto sarà importante evitare di punirlo o, qualora risultasse necessario, evitare di dare compiti aggiuntivi o di eliminare le pause e i movimenti.

Sarà fondamentale evitare di dare dei giudizi quando si parla al, o del, bimbo.

Meglio della punizione, sarà utile il rinforzo positivo sia per i comportamenti del singolo studente che per quelli della classe.

Per quanto riguarda, invece, la scelta di misure dispensative e compensative, sarà necessario evitare un eccessivo carico di compiti, prevedere tempi più lunghi nello svolgimento di verifiche scritte, ridurre eventuali verifiche che richiedono uno sforzo attentivo sostenuto, dare la possibilità di utilizzare mappe e schemi sia per le verifiche scritte che per le interrogazioni orali e, infine, utilizzare più canali comunicativi possibile!

E voi? Siete qui come insegnanti o come genitori? Questo articolo vi è stato utile?

La Meta-Attenzione

Se avete già letto l’articolo appositamente dedicato, sarete qui con la consapevolezza di cosa sia l’attenzione e di quanti tipi ne esistano.

Ma invece cosa si intende per meta-cognizione?

Riguarda le Conoscenze che lo studente ha o ha sviluppato rispetto ai suoi
processi cognitivi
e a come funzionano.

Ma perché dovrebbe essere importante raggiungere questa autoconsapevolezza?
L’autoconsapevolezza è fondamentale per poter lavorare sui nostri punti deboli e per valorizzare i nostri punti di forza.

In questo percorso elementi fondamentali sono: l’imparare a riconoscere il modo in cui attenzione, apprendimento e motivazione si influenzino a vicenda e, ovviamente, quello di sapere cosa sia l’attenzione e conoscerne tutte le sfumature. Ma altrettanto importante è sapere quali di queste sfumature riguardano le attività che vengono svolte, cosa succede quando non attiviamo quelle giuste e il comprendere le conseguenze quando questo capita.

Ma come fare per attivare nel nostro bimbo la meta-attenzione?

Potremmo, per iniziare, partire da delle domande come “Cos’è per te l’attenzione? Cosa vuol dire stare attenti? Come ti senti quando sei molto attento? E quando non lo sei?”

Lasciatelo parlare di tutto quello che gli viene in mente sull’argomento. Se si rivelasse necessario, incitarlo a continuare attraverso delle domande che possano stimolarlo e fargli venire nuove idee. Appuntatevi poi quello che riesce a raccontarvi. Successivamente, magari attraverso una mappa, spiegategli cos’è l’attenzione in maniera un pochino più tecnica e poi confrontate ciò che ha appena detto lui con quello che è avete detto voi prestando molta attenzione a sottolineare i punti in comune tra le due definizione e spiegate quello che nella sua definizione non era presente.

Per aiutare il bambino o il ragazzo a capire sarà utile fornire degli esempi, semplici e pratici, circa ogni tipologia di attenzione.

Dopo aver imparato i diversi tipi di attenzione e come può sfruttarle a sui vantaggio, potrete iniziare a lavorare sul tema della Meta-Attenzione.

Ma come?

Introducendo domande e spunti metacognitivi:

Che caratteristiche hanno i compiti che devi svolgere?

– Sulla base del tipo di attenzione che ti richiedono, e delle attenzioni che per te sono carenti, quanto sarà difficile questo compito?

Così il bambino sarà in grado di prevedere con quali strategie svolgere, al meglio, il compito e anche quanto tempo impiegherà per svolgerlo!

Vi ho incuriositi? Siete pronti a lavorare sulla Meta-Attenzione dei vostri figli?

L’Attenzione. Quanti tipi ne esistono?

Siamo abituati a parlare di attenzione e a richiederla ma, approfondendo, potreste scoprire di saperne pochissimo. Ad esempio, sapete quanti tipi ne esistono? Ebbene sì, ce ne sono di diversi tipi.

Vediamo allora insieme quali sono questi tipi di attenzione:

  1. AROUSAL: E’ quel tipo di attenzione che rimane vigile, pronta ad accogliere stimoli esterni ed interni, per attivarsi. L’attivazione è fondamentale poiché è stato dimostrato che più è presente e migliore sarà la prestazione. Ma bisogna anche tener presente che un eccesso di attivazione porterà al risultato contrario;
  2. SELETTIVA: Permette di individuare gli stimoli importanti, tra tutti gli stimoli esistenti e ne intercetta le caratteristiche fondamentali. Successivamente rimuoverà gli stimoli e le caratteristiche che si sono rivelati non necessari per svolgere un determinato compito;
  3. FOCALIZZATA: Permette di mantenersi, appunto, focalizzati su un unico obiettivo. Un immagine che rappresenta bene questo concetto è quella di un oggetto illuminato da un fascio di luce in una stanza piena di altri oggetti che però rimangono al buio;
  4. SOSTENUTA: E’ la capacità di attivare l’attenzione (AROUSAL) e di mantenerla per un certo periodo di tempo, fino a quando altri fattori (stanchezza fisica\mentale, attivazione a causa di nuovi stimoli, etc…) non porteranno alla sua caduta;
  5. DIVISA: E’ la capacità di prestare attenzione a più compiti contemporaneamente. Perché l’attenzione divisa sia efficace, di norma, ci troveremo a mantenere la maggior parte dell’attenzione su un compito mentre quella che resta verrà delegata a un altro compito, detto secondario. La buona riuscita di entrambe le attività dipenderà molto da quanto queste siano state automatizzate;
  6. SHIFTING: Capacità di spostare l’attenzione da un’attività ad un’altra sulla base di ciò che richiede la situazione. Prevede un disancoraggio dall’attività che stiamo svolgendo, uno spostamento e un nuovo ancoraggio verso una nuova attività.

Perché è importante conoscere tutti i tipi di attenzione? Perché a seconda di quale sia quella deficitaria il lavoro da svolgere per migliorare nelle attività quotidiane e nello studio sarà diverso!

E voi? Conoscevate tutte e 6 le diverse attenzioni?

Come fare per Migliorare lo Studio!

Se vostro figlio ha difficoltà nello studio potrebbe non ricordare quello che legge o avere grandi difficoltà nel memorizzarlo. Potrebbe, inoltre, fare difficoltà nella pratica di tenere a mente i passaggi. Probabilmente questo avrà a sua volta la tendenza ad allungare notevolmente i tempi dedicati allo studio e, malgrado questo, vi troverete a notare moltissimi errori nei compiti.

Se vi siete ritrovati in queste situazioni, ecco 5 utili consigli che potrebbero aiutarvi a migliorare lo studio del vostro bambino\ragazzo:

  1. Scrivere immediatamente i punti salienti di un testo mentre si procede nella lettura;
  2. Leggere prima del testo le domande guida del libro;
  3. Usare il riassunto di fine capitolo;
  4. Scegliere il luogo e l’orario migliore per la concentrazione del bambino (prima o dopo la merenda, prima o dopo uno sport, subito dopo la scuola o dopo una pausa, etc …);
  5. Fare delle pause (per la gestione delle pause consiglio la lettura dell’articolo sulla tecnica del Pomodoro).

E voi? Avete mai provato qualcuna di queste strategie?

Come potenziare le Capacità Organizzative nello Studio

Se vi piacerebbe che vostro figlio migliorasse nella pianificazione scolastica, nel suo monitoraggio durante lo svolgimento dei compiti allora questi esercizi, che lo renderanno più autonomo nella gestione dello studio e che tenderanno ad aumentare la sua autostima, sono esattamente quello che state cercando!

  1. Per prima cosa dovrete osservare il bambino studiare: quali sono i suoi punti di forza? Quali invece sono elementi su cui lavorare? Sulla base di questi dati dovrete poi produrre una scheda auto valutativa per vostro figlio. A fine svolgimento dei compiti gliene consegnerete una copia da compilare, mentre una la compilerete voi. A questo punto sarà importante confrontare i risultati e fare delle domande per aumentare la riflessione del bimbo nel caso in cui le sue risposte siano state inaccurate o inesatte;

  2. Fate scrivere a vostro figlio la lista di tutti i compiti da svolgere e chiedetegli di stimare il tempo che credono necessario per completarne ciascuno. Dopo fategli scrivere i compiti in un ordine che tenga conto del tempo e delle priorità. Infine cronometrate quanto impiegheranno a svolgere i compiti per verificare che la loro valutazione fosse corretta. Se non lo fosse, aiutateli a comprendere cosa hanno sbagliato e provate a capire il perché!

Ricordatevi che, per iniziare a vedere dei risultati, sarà importante protrarre questo esercizio per almeno un mese!

Come ricordarsi il Materiale

Se vostro figlio tende spesso a dimenticare il materiale a scuola, a lasciarlo a casa o a perderlo questa lista di consigli e suggerimenti potrebbe fare al caso vostro!

Quindi ecco una lista di 4 potenziali soluzioni ai problemi sopra elencati:

  1. Fare una lista dei materiali necessari per ciascuna materia. Nel caso ci fossero difficoltà di lettura potrete fare questa lista anche utilizzando semplici immagini;
  2. Preparare il materiale in anticipo può essere una strategia efficace per non ritrovarsi a svolgere il compito di corsa, rischiando così di dimenticare qualche strumento di lavoro;
  3. Riporre l’occorrente subito dopo averlo usato ci permetterà di reperire immediatamente il materiale e di non perdere tempo prezioso nel cercarlo;
  4. La routine è un’arma importantissima! Aiutate quindi vostro figlio a stabilire una sequenza di azioni e di luoghi in cui svolgere quelle azioni… Lo aiuterà molto nella strada per una sua personale autonomia!

E voi? Avete provato una o più strategie tra queste 4?

Come fare a… Ricordarsi le cose!

Se vostro figli ha la tendenza a dimenticare il materiale, a scordare sia gli impegni presi che le scadenze (siano esse scolastiche e non) e a non portare a termine i compiti, questa lista di consigli pratici potrebbe essere esattamente quello che stavate cercando!

Ecco allora 6 semplici ma efficaci soluzioni per i problemi sopraelencati:

  1. Appendere Post-it. Questi bigliettini hanno la tendenza ad avere colori molto accesi, che richiamano in maniera spontanea l’attenzione! Lasciarli in luoghi strategici potrebbe aiutare i vostri figli a ricordarsi gli impegni quotidiani! Lo specchio del bagno, ad esempio, è un luogo che può rivelarsi estremamente efficace per incollare Post-It che ricordino loro gli impegni da mantenere nella routine mattutina;
  2. Altri strumenti molto utili possono essere le App che permettono di creare dei promemoria digitali. Ma anche Alexa o una semplice sveglia sul telefono possono rivelarsi strumenti efficaci che permettono ai nostri figli di ricordare non solo gli impegni ma anche gli orari in cui dovrebbero svolgere quei determinati impegni;
  3. Una strategia importante, che sia farlo su un’App o su un Post-It, è quella di insegnare al nostro bambino a scrivere immediatamente gli impegni presi! Date loro il buon esempio e guidateli in questo importante passaggio;
  4. Nell’eventualità in cui non sia possibile scriverlo subito può rivelarsi utile ripetersi mentalmente l’impegno che si è appena preso;
  5. Per non rischiare di perdere il materiale e di ritardare i propri programmi sarà importante dare un posto preciso a ogni materiale e riporlo sempre nello stesso luogo;
  6. Fare le cose sempre allo stesso modo, inoltre, potrà permettere ai vostri figli di immergersi in una routine positiva e funzionale che permetta loro di sentirsi e di essere autonomi!

E voi? Avete mai provato uno di questi 6 punti? Quale?

Potenziamento Organizzativo: la Telecronaca

Se vi piacerebbe che vostro figlio migliorasse nella pianificazione e nel suo monitoraggio la Telecronaca è quello che state cercando!

Questo esercizio è estremamente semplice ma può rivelarsi estremamente utile!

Ma cosa dovremo fare, al livello pratico?

Dovrete trovare un’attività da far fare al bambino. Qui potrete spaziare con la fantasia anche se, ovviamente, la cosa migliore sarebbe farvi guidare dalle inclinazioni di vostro figlio.

Se non vi viene in mente nessuna attività posso proporvi il disegno, i colori, il pongo, il das, l’argilla, la pittura, montare una costruzione e persino montare un video tutorial! Una volta scelta l’attività dovrete chiedergli di descriverla ad alta voce. Sarà importante che descriva ogni gesto che sta compiendo.

Questo lo aiuterà ad essere più concentrato ed autoconsapevole rispetto alle azione che compie ogni giorno!

Perché inizino a vedersi i primi risultati sarà importante protrarre l’esercizio nel tempo!

E voi? Avete già provato la Telecronaca? Come vi siete trovati?