Se siete degli insegnanti, o dei genitori che vogliono essere certi di firmare un PDP su misura per il proprio figlio, questo articolo è per voi.
In classe un bambino è perennemente sottoposto a una serie di stimoli. Ridurli, o indirizzarli, risulterà fondamentale in caso di iperattività o di difficoltà attentive. Possiamo quindi adottare alcune strategie, o accortezze, che ci permettano di migliorare notevolmente la situazione.
In classe sarà importante scegliere accuratamente il posto di questi bimbi sulla base del loro profilo. Per esempio potrebbe essere opportuno scegliere un posto lontano da eccessivi stimoli visivi (vicino alla finestra o davanti a dei cartelloni che possano catturare la loro attenzione più della lezione). Se gli insegnanti sono abituati a lavorare spesso vicino alla cattedra, potrebbe essere opportuno tenerli vicini sia per poterli aiutare più agevolmente sia per poter monitorare la loro attenzione e, in caso di necessità, riattivarla in tempo. Inoltre, questa accortezza, permetterà di mantenere un buon contatto oculare che potrà aiutarli a seguire più agevolmente la lezione.
Per aiutare a mantenere l’attenzione, sarà opportuno tenere a distanza i bimbi più agitati l’uno dall’altro, in modo che questi non si distraggano a vicenda.
Inoltre avere un orologio in classe, che risulti ben visibile, può aiutare lo studente a comprendere la durata di ogni attività e questo potrebbe motivarlo a concentrarsi.
Importante sarà anche intervenire sull’organizzazione. Per questo scopo, fin dove sarà possibile, sarà importante strutturare le giornate sempre nello stesso modo. Nel farlo sarà necessario tenere conto della necessità di pause brevi durante l’arco della giornata. Una giornata “tipo” potrebbe essere quella in cui a inizio lezione vengano controllati i compiti per casa e, dopo una pausa di 5 minuti, si dedichi il tempo o alle verifiche o a delle spiegazioni. Si dovrà fermarsi dopo 30 minuti di lezione. Il tutto potrà essere concluso con l’assegnazione dei compiti per casa.
Sarà importante occuparsi non solo dell’organizzazione della lezione ma anche di quella del singolo studente. Essendo queste strategie utili anche per il resto della classe, sarà opportuno estenderle a tutti. Potremmo quindi dare indicazioni brevi ma frequenti su come organizzare il banco. Altrettanto utile potrebbe essere far fare, ad ogni studente, una mappa per organizzare lo spazio e il materiale. Le regole, per tutti, dovranno essere semplici e chiare sia per l’organizzazione del banco sia per i comportamenti da tenere in classe.
Quando lo studente sembra affaticato ma non è possibile interrompere la lezione per aggiungere una pausa, potrà rivelarsi utile aiutarlo a capire quale parte del compito sia quella fondamentale per poi permettergli di svolgere solo quella. Ma anche nel resto del tempo sarà utile domandargli quali strategie pensa di dover mettere in atto per svolgere un determinato compito. Potremmo così, anche in ambito di studio, mostrare le conseguenze delle loro azioni.
Più in generale, in caso di impulsività nella risposta, sarà utile dare allo studente una seconda possibilità per dargli il tempo di ragionare prima di parlare.
Per quanto riguarda le verifiche, è consigliabile aiutare lo studente a quantificare il tempo che sarà necessario per lui per svolgere le singole parti di cui è composto il compito. In alcuni casi, dotarlo di una clessidra pari a quel tempo potrebbe aiutarlo a monitorarsi meglio. In alternativa sarà l’insegnante a scandire il tempo, informando lo studente che sono passati 5, 10 o 15 minuti. Infine sarà importante ricordargli di considerare del tempo da dedicare alla revisione del proprio lavoro.
Dove è possibile, sarà preferibile, sia per i compiti che per le verifiche, prediligere i lavori di gruppo.
Se i comportamenti dirompenti sembrano di difficile gestione sarà utile dare al bimbo degli incarichi che possano consentire delle brevi pausa in cui potrà scaricarsi muovendosi nello spazio (consegnare le verifiche, andare a prendere il gesso, distribuire il materiale, etc…). Qualora la necessità di muoversi fosse impellente, e non ci fossero compiti da potergli assegnare, sarà opportuno concedergli di stare in piedi davanti al proprio banco. In questi casi, finire di svolgere il compito potrebbe rivelarsi difficile. Sarà quindi opportuno dividerlo in parti più piccole, che possano essere completate in seguito.
Se dovesse manifestare comportamenti poco adeguati al contesto sarà importante evitare di punirlo o, qualora risultasse necessario, evitare di dare compiti aggiuntivi o di eliminare le pause e i movimenti.
Sarà fondamentale evitare di dare dei giudizi quando si parla al, o del, bimbo.
Meglio della punizione, sarà utile il rinforzo positivo sia per i comportamenti del singolo studente che per quelli della classe.
Per quanto riguarda, invece, la scelta di misure dispensative e compensative, sarà necessario evitare un eccessivo carico di compiti, prevedere tempi più lunghi nello svolgimento di verifiche scritte, ridurre eventuali verifiche che richiedono uno sforzo attentivo sostenuto, dare la possibilità di utilizzare mappe e schemi sia per le verifiche scritte che per le interrogazioni orali e, infine, utilizzare più canali comunicativi possibile!
E voi? Siete qui come insegnanti o come genitori? Questo articolo vi è stato utile?
