Se avete già letto l’articolo appositamente dedicato, sarete qui con la consapevolezza di cosa sia l’attenzione e di quanti tipi ne esistano.
Ma invece cosa si intende per meta-cognizione?
Riguarda le Conoscenze che lo studente ha o ha sviluppato rispetto ai suoi
processi cognitivi e a come funzionano.
Ma perché dovrebbe essere importante raggiungere questa autoconsapevolezza?
L’autoconsapevolezza è fondamentale per poter lavorare sui nostri punti deboli e per valorizzare i nostri punti di forza.
In questo percorso elementi fondamentali sono: l’imparare a riconoscere il modo in cui attenzione, apprendimento e motivazione si influenzino a vicenda e, ovviamente, quello di sapere cosa sia l’attenzione e conoscerne tutte le sfumature. Ma altrettanto importante è sapere quali di queste sfumature riguardano le attività che vengono svolte, cosa succede quando non attiviamo quelle giuste e il comprendere le conseguenze quando questo capita.
Ma come fare per attivare nel nostro bimbo la meta-attenzione?
Potremmo, per iniziare, partire da delle domande come “Cos’è per te l’attenzione? Cosa vuol dire stare attenti? Come ti senti quando sei molto attento? E quando non lo sei?”
Lasciatelo parlare di tutto quello che gli viene in mente sull’argomento. Se si rivelasse necessario, incitarlo a continuare attraverso delle domande che possano stimolarlo e fargli venire nuove idee. Appuntatevi poi quello che riesce a raccontarvi. Successivamente, magari attraverso una mappa, spiegategli cos’è l’attenzione in maniera un pochino più tecnica e poi confrontate ciò che ha appena detto lui con quello che è avete detto voi prestando molta attenzione a sottolineare i punti in comune tra le due definizione e spiegate quello che nella sua definizione non era presente.
Per aiutare il bambino o il ragazzo a capire sarà utile fornire degli esempi, semplici e pratici, circa ogni tipologia di attenzione.
Dopo aver imparato i diversi tipi di attenzione e come può sfruttarle a sui vantaggio, potrete iniziare a lavorare sul tema della Meta-Attenzione.
Ma come?
Introducendo domande e spunti metacognitivi:
– Che caratteristiche hanno i compiti che devi svolgere?
– Sulla base del tipo di attenzione che ti richiedono, e delle attenzioni che per te sono carenti, quanto sarà difficile questo compito?
Così il bambino sarà in grado di prevedere con quali strategie svolgere, al meglio, il compito e anche quanto tempo impiegherà per svolgerlo!
Vi ho incuriositi? Siete pronti a lavorare sulla Meta-Attenzione dei vostri figli?
