Quando si parla di competenze legate allo studiare bene, capita di frequente di sentir parlare di fattori cognitivi. I fattori cognitivi comprendono quelli strategici e quelli meta-cognitivi. Racchiudono quindi tutto quel ramo di competenze che ci consentono di gestire correttamente un testo elaborandolo e, in autonomia, creando consapevolmente dei collegamenti tra argomenti pregressi e argomenti attuali.
E questa è, obbiettivamente, una parte fondamentale per un corretto approccio allo studio.
Tuttavia sono altrettanto importanti quei fattori che potremmo definire motivazionali.
Ma in cosa ci sono utili?
Le varie forme di attenzione ci richiedono un certo sforzo. Dunque focalizzarsi su un argomento a lungo tenderà a richiedere una buona dose di energie. Questo dispendio sarà più facilmente tollerato e gestito se l’atto di studiare sarà basato su buone motivazioni personali!
Avrete notato che i vostri bambini sono più portati a concludere un compito che a loro piace o a studiare una materia che riescono facilmente a comprendere? Questa è la ragione.
Provate quindi a smettere di etichettare come pigrizia quei casi in cui i vostri figli faticano a concludere una materia che trovano ostica e iniziate invece a vedere quella situazione come la dimostrazione dell’enorme ruolo giocato dalla motivazione nei processi di apprendimento!
Ma come fare ad allenare la motivazione dei vostri bimbi?
Provate a domandare loro perché studiano. E aiutateli a trovare delle risposte che siano personalizzate rispetto alle caratteristiche, ai sogni e alle aspirazioni dei vostri figli!
Sicuramente vi daranno motivazioni estrinseche a loro. Motivazioni, cioè, esterne.
Degli esempi di motivazioni estrinseche sono:
“Voglio prendere bei voti”, “Se studio ricevo un premio”, “Se vado bene a scuola la nonna è contenta e andiamo a mangiare il gelato insieme” etc…
Provate però a far scavare loro più in profondità, dove si trovano o vanno coltivate le motivazioni intrinseche. Degli esempi di motivazioni intrinseche possono essere:
“la gioia di investire in me stessa”, “sentirmi ricco perché imparando tante cose cresco meglio”, etc…
Queste motivazioni sopraggiungono quando il bimbo\ragazzo non si sente parte integrante del processo di studio, smettendo quindi di considerarsi come elemento esterno all’apprendimento.
Avevate mai considerato che coltivare la motivazione dei vostri figli potrebbe aiutarli ad essere più sereni e a studiare meglio?
