Attenzione e vita quotidiana: Come aiutarsi?

Che sia stata ricevuta una diagnosi oppure no, vostro figlio potrebbe avere qualche difficoltà nella gestione della concentrazione.

Questo potrebbe generare frustrazione, discussioni e, a lungo tempo, dare la sensazione di una continua lotta domestica, peraltro inconcludente.

Ecco allora un elenco di 10 semplici consigli utili per aiutarvi a comunicare e a gestire la mancanza di attenzione nella vita di tutti i giorni:

1. Per prima cosa, può risultare estremamente utile richiamare esplicitamente l’attenzione di vostro figlio prima di una qualunque richiesta. Un modo utile per farlo è quello di chiedergli di guardarci negli occhi. Questo riporterà la sua attenzione su di noi e sarà più probabile che riesca ad ascoltarci;

2. E’ estremamente importante avanzare richieste chiare, esplicite e brevi. Potrà sembrare un consiglio banale ma potreste scoprire, se non siete abituati a farlo, che potrebbe essere più difficile del previsto. Un esempio? Se lo zaino viene sempre lasciato in giro per la casa, appena rientrati, sarà importante essere espliciti e dire: “Per favore, posa lo zaino in camera”;

3. Questo punto tende a non piacere a molti genitori, ma potrebbe essere una grande risorsa: date poche regole. Sarà più facile che il bambino impari a seguirle. Questo diminuirà la vostra frustrazione e aumenterà la sua autostima;

4. Vi sarà probabilmente capitato di fare una serie di richieste consecutive a vostro figlio. E’ normale. Tuttavia sarebbe importante avanzare quelle richieste una alla volta. Se dovete iniziare i compiti, quindi, sarà più efficace chiedere a vostro figlio di prendere il diario e, solo dopo che lo avrà preso, proporre la lettura dei compiti;

5. Dare un tempo preciso per svolgere un compito aumenterà le probabilità che questo compito venga svolto. Molto utile, in questo, potrebbe essere l’uso di timer o clessidre che facciano fisicamente vedere al bambino il tempo che passa. Quindi, se volete che sistemi la sua camera, sarà utile dirgli: “Sono le 16, entro le 17 la camera deve essere in ordine. Vedi il timer? Questa è l’ora che hai a disposizione per farlo”;

6. Stabilire una routine quotidiana richiederà impegno da parte del bambino ma anche da parte vostra però vi ripagherà in stabilità e in serenità;

7. Usare molti premi e rinforzi. Attenzione, non stiamo parlando di minacce (“Se non finisci i compiti non ti compro le figurine”) ma, al contrario, di far percepire, in caso di successo da parte del bambino, un senso di benessere che gli faccia venir voglia di riprovare quella emozione. Può trattarsi di una carezza, di un “bravo” o di un gioco che desiderava da tempo! Un bambino con difficoltà attentive tende a faticare moltissimo nel svolgere attività quotidiane quindi tenderà a scegliere quelle che lo ripagano, emotivamente o fisicamente, della fatica svolta ;

8. Ricorrere a poche sanzioni. I rinforzi aumentano le probabilità di un cambio di comportamento e sono preferibili alle sanzioni che devono comunque essere concordate prima e non dopo il comportamento che verrà sanzionato;

9. Costruire un ambiente strutturato, che agevoli il bambino nel rispetto di se stesso e delle regole che stiamo cercando di fargli rispettare;

10. E per ultima la regola più difficile ma, forse, la più importante sia per voi che per i vostri figli: evitate le Escalation di Rabbia!

Voi conoscevate tutti questi 10 punti? Avete provato ad usarli? Come vi siete trovati?

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