
Diciamoci la verità, la rabbia e gli impulsi distruttivi ci accompagnano tutta la vita. La problematicità non riguarda la loro esistenza ma la loro gestione.
“Distruggi questo diario” ci permette di fare proprio questo: dare sfogo alla nostra vena distruttiva. E non a caso ho scritto sfogo e non libero sfogo. Il diario ci guida sui suoi binari, ci permette di sfogarci ma senza farci correre il rischio di diventare uno strumento in mano alla nostra rabbia e al nostro bisogno di sfogarla.

Il volume può così svolgere molteplici funzioni. Può essere utilizzato per insegnare ai bambini (ma non solo) la gestione delle proprie emozioni ma può anche essere uno strumento efficace in quei casi in cui la vena distruttiva dei figli è considerata fuori controllo.
Che si tratti di provare a insegnare la gestione della rabbia o della vena distruttiva dello studente, quello che potremmo fare è attuare un patto educativo.

E in che cosa consiste questo patto educativo?
Non si tratta di niente di diverso che di un accordo chiaro e condiviso sia dallo studente che dal genitore\insegnante in cui entrambe le parti si impegnano a rispettare i confini che vengono delineati.
In questo modo sarà possibile lasciare al bambino o al ragazzino la possibilità di continuare a manifestare la propria rabbia o il proprio bisogno di “distruzione” ma glielo si permetterà solo a patto che questo capiti specificatamente attraverso l’uso del diario.
E voi? Sapevate dell’esistenza di questo strumento?
